Il DISPO si avvale per le attività di studio e didattica di base del laboratorio informatico del Polo didattico dell'Albergo dei Poveri, I piano Torre est. Per le attività di ricerca e di alta formazione il Dipartimento dispone di un LABORATORIO AVANZATO, attrezzato con strumentazione per l'elaborazione professionale di prodotti multimediali, il calcolo statistico avanzato e la realizzazione di survey tradizionali e on-line. Il laboratorio fornisce inoltre supporto tecnico-scientico ai diversi gruppi di ricerca in relazione alla metodologia della ricerca sociale, alla progettazione europea, al monitoraggio dei processi formativi e alla valutazione della qualità dei sistemi organizzativi complessi (responsabile tecnico-scientifico dott. Stefano Bonabello). 

Centro interuniversitario di ricerca sulla storia del federalismo e dell'integrazione europea - CRIE

Il Centro interuniversitario di ricerca sulla storia del federalismo e dell’integrazione europea (CRIE) è stato costituito nel 2018 tra le Università degli Studi di Genova, Torino e Udine. È in corso l’iter di associazione anche dell’Università La Sapienza di Roma. Il Centro ha sede, ai soli fini amministrativi, presso il Dipartimento di Scienze Politiche (DISPO) dell’Università di Genova. Hanno aderito al CRIE come fondatori i professori del DISPO Luca Gandullia,  Maria Eleonora Guasconi, Guido Levi, Lara Piccardo, Daniela Preda, Renzo Repetti.Il Centro nasce dall’esigenza di approfondire la conoscenza storica di base su un processo – quello dell’integrazione europea – che, consistendo nella graduale costruzione di un nuovo e per tanti versi rivoluzionario soggetto politico – l’Unione europea –, implica un’attenzione ugualmente distribuita all’azione di esecuzione svolta da soggetti istituzionali nazionali (governi, diplomazie, amministrazioni, partiti), non meno che comunitari (poi dell’Unione), nonchè all’azione d’iniziativa teorico-pratica di soggetti non-governativi (pensatori, teorici, movimenti, precursori dei tempi). Ciò richiede pertanto ulteriori investigazioni in merito all’azione dei governi e dei loro rappresentanti, agli aspetti giuridico-istituzionali della materia, al ruolo esercitato dalle singole istituzioni comunitario-unionali, con relative politiche ed effetti indotti sulla società europea, ma anche ricostruzione del ruolo svolto dai movimenti, dalle tradizioni culturali e dai soggetti non governativi nel processo. A tale ultimo riguardo si registra tra l’altro l’assenza di un progetto storico-archivistico mirato alla conservazione della documentazione, causa anche la difficoltà nel reperirla in un ambito in cui l’azione pionieristica dei protagonisti mal si conciliava con le necessità della conservazione della memoria.  A partire da queste premesse, il Centro si propone di promuovere, sviluppare e coordinare studi e ricerche a carattere interdisciplinare sull’integrazione europea nella sua accezione più ampia – fatta nel contempo di ragion di stato e di ideali, di elementi di tradizione e di innovazione, di ‘iniziativa’ e di ‘esecuzione’, di lunga e di breve durata – anche attraverso l’organizzazione di convegni di studio e conferenze, l’attivazione di specifiche riviste e collane di studi, la collaborazione con organismi di ricerca nazionali e internazionali, la raccolta di documentazione e fonti originali (scritte e orali). L’attualità dell’obiettivo che il Centro si prefigge risulta evidente con riferimento sia all’importanza della conoscenza del processo storico ai fini di una migliore comprensione della crisi attuale in cui versa l’Unione europea (fatta di sclerosi istituzionale, paralisi comunitaria ed euroscetticismo) sia alla formazione di un’identità europea di destino e di una cittadinanza europea nell’ambito di una prospettiva di pluralità di appartenenza e di cittadinanza post-nazionale.

Osservatorio sui fenomeni religiosi e migratori

L'Osservatorio sui fenomeni religiosi e migratori è coordinato dal Prof. Mauro Spotorno; i docenti e ricercatori che al momento aderenti all’iniziativa sono il prof. Bruno Barba, il prof. Agostino Massa e la prof.ssa Daniela Tarantino.L’immigrazione è una dimensione strutturale delle società dell’Europa continentale ma poiché ogni migrazione è sempre una traslatio religionum lo studio dei riflessi sociali, culturali, antropologici e, non ultimo, di trasformazione dell’assetto territorialeindotti dalle migrazioni non possono non essere sembra esse assai carente nel panorama scientifico nazionale. La consapevolezza di tutto ciò ha indotto alcuni docenti e ricercatori del DISPO ad attivare all’interno del Dipartimento, a partire dal marzo del 2018, un “Osservatorio sui fenomeni religiosi e migratori”.  Mediante tale Osservatorio ci si propone di monitorare ed analizzare le dinamiche migratorie ed i fenomeni religiosi ad esse connessi sotto il profilo antropologico, giuridico, geografico e storico al fine di ampliare la prospettiva tradizionale degli studi sulle migrazioni, sovente prigioniere di stereotipi, specie per quanto attiene l’interazione dello stesso con il fenomeno religioso, per lo più riconducendola alla banale equazione migranti – islam. Sulla base di una definizione inclusiva di religione – ovvero capace di riflettere un modello pluralista di tutela e garanzia della libertà di religione dei migranti - l’Osservatorio si propone di realizzare, mediante idonee metodologie e strumenti di lavoro, un accurato monitoraggio ed analisi: del rapporto tra popolazioni, migrazioni e dinamiche territoriali; del rapporto tra radicalizzazione dell’opzione religiosa e dinamiche politiche e sociali negli immigrati di seconda generazione; indagare le garanzie securitarie legate alla presenza di luoghi di culto adeguati; delineare un quadro – geografico, storico, e sociologico - della situazione italiana in riferimento alle religioni dei migranti. L’attività dell’Osservatorio prevede, anche nell’ottica di rafforzare il proprio approccio multidisciplinare ed apertura internazionale, la partnership e la collaborazione con il Centro Ecumenico ed interreligioso “Almowafaqa” di Rabat, il Centre of Social Studies dell’Università di Coimbra e con il Gruppo di Ricerca “eCrime” costituito presso l’Università di Trento e specializzato in studi sulla criminalità economica e organizzata nonché sulla sicurezza connessa anche al fenomeno della radicalizzazione.

CIRAM - Centro Interdipartimentale di ricerca sulle Americhe

Il Centro, costituito nel 2013, coinvolge le strutture di Ateneo DAFIST, DISPO e Dipartimento di Lingue e Culture Moderne. Il Presidente è la prof.ssa Anna Giaufret, il Vicepresidente è la prof.ssa Chiara Vangelista e i referenti presso i tre Dipartimenti partecipanti e componenti il Comitato di gestione sono Anna Giuafret (Lingue), Chiara Vangelista (DAFIST), Maria Eleonora Guasconi (DISPO)
Il centro si propone di:
a) promuovere, sviluppare e coordinare studi e ricerche di storia, scienze politiche, geografia, relazioni internazionali, lingua e linguista inglese, francese e spagnola e scienze della comunicazione sul continente americano;
b) stimolare iniziative di collaborazione interdisciplinare con altri dipartimenti e strutture universitarie, con organismi di ricerca nazionali ed internazionali, con unità operative di ricerca istituite presso enti pubblici e privati su tematiche attinenti al continente americano;
c) organizzare corsi, seminari, convegni di studio e iniziative di divulgazione scientifica relativamente al continente americano.

Iniziative scientifiche promosse dal CIRAM nel corso dell'a.a. 2017-2018:
6-13-17 aprile 2018: La guerra fredda in una prospettiva globale: Africa, Medio Oriente e Asia.
8 Maggio 2018: Giornata CRIAR/CIRAM: Potere e identità nelle Americhe romanze. Lingue, letterature, culture.
11 maggio 2018: Celebrating American Studies and Presence in Genoa and Liguria, riflessioni sugli studi americani a Genova, con la partecipazione del console
generale degli Stati Uniti a Milano, Lee Martinez.

Centro Studi "œDiritto ed economia del territorio"

Il Centro Studi "œDiritto ed economia del territorio", istituito nel 2017 e diretto dal Prof. Lorenzo Cuocolo (ordinario di Diritto pubblico comparato), si propone di studiare la regolazione giuridica dei processi economici, con particolare riferimento alla dimensione regionale e locale. Obiettivo di fondo è lo studio dei sistemi di sviluppo economico, con specifica attenzione ai rapporti tra dimensione pubblica e dimensione privata, nonché alle forme di partenariato e collaborazione, anche in ottica di sussidiarietà  orizzontale. Vengono altresì monitorate le diverse forme di semplificazione e proposti nuovi modelli di collaborazione tra regolatori e operatori finalizzati ad una maggiore efficienza delle procedure amministrative. Oltre a studi di carattere teorico sono incentivati studi applicati, soprattutto con la collaborazione di imprese e istituzioni pubbliche. I risultati delle ricerche sono raccolti in position papers.
Il Centro organizza un Convegno annuale sui temi oggetto di ricerca.

ODIGE - Osservatorio sui diritti e la non discriminazione di genere

L’Osservatorio sui diritti e la non discriminazione di genere (ODIGE) è stato istituito da Arianna Pitino presso il Di.S.PO. nel 2016 e vede coinvolti vari studiosi della Scuola di Scienze sociali dell’Università di Genova e di altre Università italiane, il Comitato pari opportunità dell’ordine degli avvocati di Genova e la Rete nazionale di parità. Fanno parte del Comitato scientifico Arianna Pitino (Unige/Dispo), Valeria Maione (exUnige/Dispo), Eleonora Ceccherini (Unige/DDG), Patrizia Vipiana (Unige/Dispo), Matteo Cosulich (Univ.Trento), Luca Sabatini (Unige), Mara Morini (Unige/Dispo), Gianluca Menti (CPO ordine avvocati), Carmelo Danisi (Unibo), Daniele Ferrari (Univ.Siena). Sono collaboratrici e collaboratori stabili: Patrizia Palermo (Ministero della giustizia), Federica Bianchi (avv. Genova), Valentina Cavanna (avv. Milano) e Adele Palma (Unige). L’ODIGE intende proseguire le attività di studio già realizzate con il PRA 2010 e il PRA 2013 e i percorsi didattici iniziati circa dieci anni fa, presso il Dipartimento (allora Facoltà) di Scienze politiche, con i corsi di formazione Donne, Politica e Istituzioni e, più di recente, con i corsi di formazione in Diritti Umani 2015 e 2016, rispondendo alla necessità di una maggiore e più qualificata formazione sulle tematiche connesse al genere anche in ambito giuridico ed economico. In particolare si propone di: monitorare, su base nazionale e internazionale, l’evolversi della condizione giuridica e sociale delle donne, condividendo sulle rispettive pagine Facebook e Instagram informazioni aggiornate su politiche, legislazione e giurisprudenza rilevanti per quanto riguarda il genere e la non discriminazione; avviare specifici percorsi didattici e formativi, di taglio multidisciplinare, sulle tematiche di genere;
favorire la partecipazione dei più giovani, in particolare studenti universitari e dottorandi, coinvolgendoli nell’organizzazione di seminari e nell’approfondimento di tematiche collegate ai diritti delle donne e al genere (tesi di laurea, tesi di dottorato, tesine, studi individuali...); promuovere ricerche e studi su temi riguardanti il principio di non discriminazione, con particolare riguardo al genere. L’ODIGE ha appena concluso un progetto di alternanza scuola-lavoro e nell’autunno 2018 avvierà un ciclo di seminari sugli aspetti giuridici ed economici della disparità di genere. Verranno inoltre banditi dei premi di laurea nazionali per tesi di laurea e di dottorato in materie giuridiche ed economiche sul tema della non discriminazione, con particolare riguardo al genere e ai diritti delle donne. L’ODIGE dispone di un budget di spesa derivante dai Corsi di formazione in Diritti umani 2015 e 2016 e da fondi del Ministero delle pari opportunità.    

Osservatorio sui conflitti

L’Osservatorio sui Conflitti si pone lo scopo di creare, all’interno del Dipartimento di Scienze Politiche (DISPO) dell’Università degli Studi di Genova, un centro per lo studio dell’evoluzione della sicurezza internazionale, dei conflitti contemporanei, della politica comparata, del pensiero politico sulla pace e sulla guerra. Attraverso un approccio interdisciplinare, l’Osservatorio mira a sviluppare un ampio network di docenti, esperti, giornalisti e practitioners (italiani e stranieri) al fine di organizzare eventi (workshop, seminari, conferenze, ecc.), sviluppare ricerche e progetti congiunti (a livello locale, nazionale ed europeo), sostenere L’internazionalizzazione del Dipartimento, e promuovere un dibattito pubblico (aperto a studenti e cittadini) sui temi della sicurezza internazionale. La sede del centro sarà rappresentata unicamente dalla sua piattaforma web, il cui obiettivo sarà quello di fornire visibilità alle iniziative promosse dall’Osservatorio e facilitare la comunicazione interna ed esterna. La struttura dell’Osservatorio prevede un’unità di coordinamento interno e un comitato scientifico (composto da docenti italiani e stranieri). L’Osservatorio, direttamente collegato al corso Guerre, Conflitti e Costruzione della Pace, nasce in seguito ai primi due anni (2015-2017) del ciclo di seminari Guerra, Pace e Sicurezza alle porte del Mediterraneo e ai due workshop internazionali Conflicts and Insititutions. Molte delle iniziative promosse hanno dedicato una particolare attenzione al tema dei tirocini formativi, presentando realtà nelle quali è possibile per gli studenti ed i neo-laureati svolgere uno stage. Link al sito dell'Osservatorio sui conflitti - Link to Observatory on Conflicts WebSite

Ce.R.Te.M. - Centro di ricerca terminologica multilingue

Il Ce.R.Te.M. (Centro di Ricerca in Terminologia Multilingue), creato nel febbraio del 2005 su iniziativa della Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Genova, è un centro interdipartimentale (cui partecipano il Dipartimento di Lingue e Culture moderne, il Dipartimento di Scienze Politiche e il Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo) e interuniversitario di cui fanno parte attualmente docenti di lingue e letterature straniere (arabo, francese, inglese, russo, spagnolo, tedesco), di lingua italiana e di linguistica generale, appartenenti a diversi Dipartimenti, Enti di ricerca e Università straniere. La creazione del Ce.R.Te.M. deriva dalla volontà di docenti e ricercatori, appartenenti a differenti settori scientifico-disciplinari, di riunire le ricerche comuni realizzate fin dal 1996 in ambito terminologico, ricerche compiute inizialmente nel contesto di formazione del Diploma Universitario per Traduttori e Interpreti della sede distaccata di Acqui Terme. Afferiscono al Ce.R.Te.M. studiosi di diversi settori scientifico-disciplinari, tecnici informatici e dottorandi. Il Ce.R.Te.M. è dal 2005 membro di Ass.I.Term (Associazione Italiana per la Terminologia) e dal 2009 membro della Rete Terminologica Panlatina Realiter. Il Centro intrattiene inoltre con altri organismi nazionali e internazionali attivi nel settore rapporti di scambio e collaborazione costanti.

OssPol - Osservatorio Politico

L’OssPol è in grado di offrire, avvalendosi anche di collaboratori esperti nelle tecniche informatiche, supporto di carattere strumentale alle finalità di differenti progetti di ricerca sulle dinamiche politiche e la peculiarità del caso italiano. In particolare l’Osservatorio dispone di:

  • una raccolta di documentazione (atti costitutivi, interviste, documentazione originale, manifesti, volantini e opuscoli) sulle origini e lo sviluppo della Lega Lombarda, della Lega Nord e della Lega Nord Liguria (300 documenti), di Forza Italia (150 documenti) e di Alleanza Nazionale (70 documenti), anche su supporto magnetico;
  • una raccolta di oltre 500 articoli (pubblicati su periodici, quotidiani e riviste scientifiche) sull’origine e lo sviluppo del fenomeno leghista dal 1987 al 1994;
  • 50 volumi e alcune banche dati su cd-rom in relazione alle problematiche oggetto delle ricerche supportate (nuovi movimenti, localismo e federalismo, identità territoriale e mobilitazione politica, mercato elettorale e nuovi partiti politici) ed alcuni working paper su movimenti localisti e federalisti, compreso il fenomeno leghista;
  • la strumentazione di gestione dell’archivio su supporto informatico.

L’Osservatorio provvede tuttora all’aggiornamento delle informazioni su nuovi movimenti e compagini associative presenti nel panorama politico italiano attraverso l’acquisizione di ulteriori contributi della letteratura scientifica, di articoli di quotidiani, riviste e periodici, di atti ufficiali, dati statistici, documentazione propagandistica. Come centro di ricerca opera un continuo aggiornamento bibliografico dei più importanti contributi della letteratura italiana e straniera; è impegnato in alcune indagini empiriche sulla “tematizzazione” della stampa quotidiana circa l’emergere di nuovi attori politici.

CeSMO - Centro Studi di Management e Organizzazione

Il CeSMO è nato nel 1991. Il suo scopo è lo studio comparativo delle organizzazioni, per metterne a fuoco le differenze significative, in relazione a dimensioni rilevanti per il loro funzionamento e la loro efficienza ed efficacia. Oltre alla raccolta di materiale bibliografico specifico sulla cultura organizzativa, il Centro ha progettato e testato un modello di misurazione delle regole di funzionamento che guidano i comportamenti del personale. Sono stati definiti alcuni parametri che permettono di classificare le organizzazione secondo aree di appartenenza culturali, corrispondenti a diversi modelli di funzionamento. Fra le principali dimensioni che si possono così misurare vi sono: l’indice di burocratizzazione, l’indice di orientamento al coinvolgimento, l’indice di empowerment del personale, l’indice di fiducia e di identità organizzativa. Il modello consente lo studio dei dati aggregati relativi a singoli contesti aziendali e amministrativi, raccolti mediante la somministrazione di questionari a campioni rappresentativi di tutto il personale. Richiamandosi alla letteratura sul clima e la cultura organizzativa e agli strumenti concettuali elaborati in questo ambito e utilizzando metodi statistici sofisticati come i sistemi di equazioni strutturali, il Centro ha sviluppato ricerche che consentono di definire le principali dimensioni culturali e presentare in forma grafica le mappe dei codici di comportamento operanti nei diversi sistemi organizzativi. Ad oggi il Centro dispone di dati relativi ad oltre 106 organizzazioni pubbliche e private, a livello nazionale, per un totale di 7.000 questionari e si propone di incrementare tale patrimonio dei dati raccolti per sviluppare questo campo di ricerca innovativo nel settore degli studi organizzativi.